Torna al catalogo
Thayaht
Thayaht ( Firenze 1893- Pietrasanta 1959)
Scrivendo di Thayaht sempre si avverte che questo era “ lo pseudonimo dell’ artista e designer Ernesto Michahelles”,meritevole di attenzione per il suo dipingere ma” meglio conosciuto per il suo design rivoluzionario della tuta di lavoro e per il suo coinvolgimento con il movimento futurista italiano”. La creatività di Thayaht (pseudonimo perfettamente “bifronte”, leggibile allo specchio come dal vero) è del resto emblematica dello spirito eclettico del Secondo Futurismo: spaziando “dalla pittura alla scultura, dalla moda al teatro, dalle arti decorative alla grafica pubblicitaria, dalla fotografia alla progettazione d’interni.” Nel 1918 Thayaht a Parigi dove frequenta gli ambienti dell’avanguardia e avvia l’attività di stilista creando originali modelli ispirati allo stile “deco”. L’anno seguente, rientrato a Firenze, inventa e diffonde, con inaspettato successo la “tuta” da lavoro a forma di “t”, realizzata in un unico pezzo di stoffa, nata per le masse, ma adottata inizialmente dagli ambienti snob fiorentini”. Da allora un complesso itinerario di frequentazioni e di fare arte sempre all’avanguardia, cosa che non ha tuttavia escluso un dipingere del genere esemplicato da
Scrivendo di Thayaht sempre si avverte che questo era “ lo pseudonimo dell’ artista e designer Ernesto Michahelles”,meritevole di attenzione per il suo dipingere ma” meglio conosciuto per il suo design rivoluzionario della tuta di lavoro e per il suo coinvolgimento con il movimento futurista italiano”. La creatività di Thayaht (pseudonimo perfettamente “bifronte”, leggibile allo specchio come dal vero) è del resto emblematica dello spirito eclettico del Secondo Futurismo: spaziando “dalla pittura alla scultura, dalla moda al teatro, dalle arti decorative alla grafica pubblicitaria, dalla fotografia alla progettazione d’interni.” Nel 1918 Thayaht a Parigi dove frequenta gli ambienti dell’avanguardia e avvia l’attività di stilista creando originali modelli ispirati allo stile “deco”. L’anno seguente, rientrato a Firenze, inventa e diffonde, con inaspettato successo la “tuta” da lavoro a forma di “t”, realizzata in un unico pezzo di stoffa, nata per le masse, ma adottata inizialmente dagli ambienti snob fiorentini”. Da allora un complesso itinerario di frequentazioni e di fare arte sempre all’avanguardia, cosa che non ha tuttavia escluso un dipingere del genere esemplicato da
