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Venerina verde
Bruno Innocenti
(1906-1986)
Venerina verde, 1929
bronzo, fusione a cera persa
cm. h. 31
esposizioni: Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato,
a cura di Marco Faggiolo, Renzo Gamucci
Scheda di Sara Meloni, San Miniato, 2011, catalogo p.150 n.43

Nella scheda di Sara Meloni "il bronzetto della Venere, che in origine stava posata su una base-calamaio con tre putti di gusto neorinascimentale, risale al 1929, incarna una bellezza femminile formalmente diversa dai coevi tratti  di Margherita e Lilia, mostrandosi stilisticamente affine a un Decò, tipico dell'epoca e riconducibile alle opere del maestro Libero Andreotti. La Venere, da un punto di vista stilistico, è vicina alle tre sirene che compongono la Coppa del Mare realizzata nel 1927. Non è l'unica rappresentazione della divinità che Innocenti esegue in quegli anni  come è documentato dal catalogo pubblicato nel 1930 in occasione della mostra presso la Galleria Pesaro di Milano, presentata da Andreotti, dove Innocenti espone questo calamaio in bronzo dal titolo Nascita di Venere e due Venere, una in bronzo e l'altra in terracotta (Mostra personale dei pittori Antonio Berti, Romano Romiti e degli scultori Lelio Gelli, Bruno Innocenti, Galleria Pesaro, 1930). La Venerina esposta è stata poi fusa come bronzetto a sé stante.