Carlo De Veroli
(1890-1938)
Scultura in bronzo brunito,
poggiante su base squadrata in marmo
firmato in basso
cm. 52×26×26
Al ritorno dal fronte, “dopo aver combattuto nel primo conflitto mondiale”, Carlo De Veroli si dedica all’attività di scultore. Presente alla prima Biennale romana del 1921, si segnala poi la sua partecipazione alla Biennale di Venezia del 1922; da allora De Veroli parteciperà per altri dieci anni alle biennali veneziane. Come si è variamente osservato, il suo fare scultura documenta una puntuale adesione al sentire del ritorno all’ordine, la maturità dell’artista essendo “legata al novecentismo, declinato in uno stile estremamente personale”. Numerosi gli incarichi per la realizzazione di monumenti negli anni del fascismo, con esiti scultorei di sicuro rilievo. Nel 1936 riceve la cattedra di scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, attività che – essendo di religione ebraica – dovrà interrompere nel 1938. Muore a Napoli, appunto nel 1938, a soli quarantanove anni.
