Torna indietro
Figura femminile
Davide Calandra
(1856-1915)
Figura femminile
Bronzo a patina scura
cm. 38x17x30
firmato sul fronte su base legno
Davide Calandra è stato uno dei più importanti scultori e medaglisti italiani dell’Ottocento, attivo soprattutto a Torino.
suo stile si colloca tra tardo-romanticismo e realismo accademico, con influenze monumentali tipiche della scultura
celebrativa dell’Ottocento italiano, con i temi patriottici del Risorgimento. Le sue opere sono caratterizzate da un’elegante
precisione formale e da un intenso dinamismo, specialmente nelle statue equestri. Davide Calandra ha realizzato diverse
teste femminili, caratterizzate da un equilibrio tra idealizzazione classica e realismo espressivo, tipico della sua formazione
accademica ma con una sensibilità romantica. Le figure femminili di Calandra presentano fattezze armoniose, modellate da
linee pure e un sorriso carico di un sottile sentimentalismo, come ben esemplificato da questa testa di donna.
La critica lo ha accostato, per certi versi, all’ impressionismo di Medardo Rosso e al rigore austero di Vincenzo Gemito, ma la
sua cifra distintiva risiede in un’espressione più delicata, pervasa da una grazia malinconica e classicheggiante.
(1856-1915)
Figura femminile
Bronzo a patina scura
cm. 38x17x30
firmato sul fronte su base legno
Davide Calandra è stato uno dei più importanti scultori e medaglisti italiani dell’Ottocento, attivo soprattutto a Torino.
suo stile si colloca tra tardo-romanticismo e realismo accademico, con influenze monumentali tipiche della scultura
celebrativa dell’Ottocento italiano, con i temi patriottici del Risorgimento. Le sue opere sono caratterizzate da un’elegante
precisione formale e da un intenso dinamismo, specialmente nelle statue equestri. Davide Calandra ha realizzato diverse
teste femminili, caratterizzate da un equilibrio tra idealizzazione classica e realismo espressivo, tipico della sua formazione
accademica ma con una sensibilità romantica. Le figure femminili di Calandra presentano fattezze armoniose, modellate da
linee pure e un sorriso carico di un sottile sentimentalismo, come ben esemplificato da questa testa di donna.
La critica lo ha accostato, per certi versi, all’ impressionismo di Medardo Rosso e al rigore austero di Vincenzo Gemito, ma la
sua cifra distintiva risiede in un’espressione più delicata, pervasa da una grazia malinconica e classicheggiante.
