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San Sebastiano curato dalle pie donne
Pietro Benvenuti
(1769-1844)
San Sebastiano curato dalle pie donne
olio su tela
cm. 138x131
Esposizioni: Pittore imperiale. Pietro Benvenuti alla corte di Napoleone e dei Lorena, Firenze, Galleria d'Arte Moderna e Galleria Palatina, Palazzo Pitti, 10 marzo-21 giugno 2009; Pietro Benvenuti nell'età di Canova. Dipinti e disegni da collezioni pubbliche e private, Casa Museo dell'Antiquariato Ivan Bruschi, Arezzo, 16 giugno-23 ottobre 2022, a cura di Liletta Fornasari; Antonio Canova e il neoclassicismo a Lucca, a cura di Vittorio Sgarbi, Cavallerizza di Lucca, 8 dicembre 2023- 29 settembre 2024, p. 324 a cura di Liletta Fornasari.
bibliografia: U. Pasqui, Nuova Guida di Arezzo e de' suoi dintorni compilata sui documenti, Arezzo 1882, pp. 90-92; U. Viviani, Le opere del pittore aretino Pietro Benvenuti, in Arezzo e gli aretini. Pagine raccolte dal Dott. Ugo Viviani, Arezzo 1921, p. 179; C. Sisi, Disegni dell'Ottocento della collezione Battelli, Firenze 1987, pp. 35-36; L. Fornasari, Dipinti e disegni di Pietro Benvenuti nelle collezioni private aretine. Aggiunte al catalogo del 1969, in "Antichittà viva", XXXV, 1996, 5-6, pp. 14-15.
Il dipinto fu eseguito a Roma per il Marchese Albergotti e raffigura San Sebastiano nel momento in cui le pie donne estraggono la freccia. Nel catalogo si legge che " la prima menzione del quadro con il San Sebastiano si ha in una lettera che Giuseppe Del Frate, amministratore romano degli Albergotti, committenti dell'artista, invia al Marchese aretino nell'agosto del 1793. Tale documento ha permesso di collocare la datazione del dipinto ai primi anni del soggiorno romano del pittore, confermando la precocità con cui il Benvenuti aderì inizialmente alla visione di Domenichino, Guido Reni e Poussin. Oltre all'interesse per il maestro francese, il dipinto Albergotti, ancora ricordato nella casa patrizia aretina da Ubaldo Pasquini nel 1882, rivela l'attenzione che il giovane Benvenuti coltivava per il nuovo classicismo di origine raffaellesca che si evince anche nella composizione piramidale del gruppo centrale. "Si ricordi che del dipinto esiste anche il bozzetto (olio su tela cm 28x23) in collezioni private e molti disegni preparatori tra cui ricordiamo quello prossimo alla redazine finale conservato al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi (inv. 109563) (L.Fornasari, Pitero Benvenuti, Firenze 2004, pp.119-123).
(1769-1844)
San Sebastiano curato dalle pie donne
olio su tela
cm. 138x131
Esposizioni: Pittore imperiale. Pietro Benvenuti alla corte di Napoleone e dei Lorena, Firenze, Galleria d'Arte Moderna e Galleria Palatina, Palazzo Pitti, 10 marzo-21 giugno 2009; Pietro Benvenuti nell'età di Canova. Dipinti e disegni da collezioni pubbliche e private, Casa Museo dell'Antiquariato Ivan Bruschi, Arezzo, 16 giugno-23 ottobre 2022, a cura di Liletta Fornasari; Antonio Canova e il neoclassicismo a Lucca, a cura di Vittorio Sgarbi, Cavallerizza di Lucca, 8 dicembre 2023- 29 settembre 2024, p. 324 a cura di Liletta Fornasari.
bibliografia: U. Pasqui, Nuova Guida di Arezzo e de' suoi dintorni compilata sui documenti, Arezzo 1882, pp. 90-92; U. Viviani, Le opere del pittore aretino Pietro Benvenuti, in Arezzo e gli aretini. Pagine raccolte dal Dott. Ugo Viviani, Arezzo 1921, p. 179; C. Sisi, Disegni dell'Ottocento della collezione Battelli, Firenze 1987, pp. 35-36; L. Fornasari, Dipinti e disegni di Pietro Benvenuti nelle collezioni private aretine. Aggiunte al catalogo del 1969, in "Antichittà viva", XXXV, 1996, 5-6, pp. 14-15.
Il dipinto fu eseguito a Roma per il Marchese Albergotti e raffigura San Sebastiano nel momento in cui le pie donne estraggono la freccia. Nel catalogo si legge che " la prima menzione del quadro con il San Sebastiano si ha in una lettera che Giuseppe Del Frate, amministratore romano degli Albergotti, committenti dell'artista, invia al Marchese aretino nell'agosto del 1793. Tale documento ha permesso di collocare la datazione del dipinto ai primi anni del soggiorno romano del pittore, confermando la precocità con cui il Benvenuti aderì inizialmente alla visione di Domenichino, Guido Reni e Poussin. Oltre all'interesse per il maestro francese, il dipinto Albergotti, ancora ricordato nella casa patrizia aretina da Ubaldo Pasquini nel 1882, rivela l'attenzione che il giovane Benvenuti coltivava per il nuovo classicismo di origine raffaellesca che si evince anche nella composizione piramidale del gruppo centrale. "Si ricordi che del dipinto esiste anche il bozzetto (olio su tela cm 28x23) in collezioni private e molti disegni preparatori tra cui ricordiamo quello prossimo alla redazine finale conservato al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi (inv. 109563) (L.Fornasari, Pitero Benvenuti, Firenze 2004, pp.119-123).
