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Visione di Sant'Antonio
Paolo Gerolamo Piola
(1666-1724)
Visione di Sant'Antonio
olio su tela
cm. 74x62
Dipinto corredato da scheda critica di Daniele Sanguineti
Come scrive Daniele Sanguineti "Sant'Antonio da Padova, colto a mezza figura e con lo sguardo appena alzato avvolge in un tenero abbraccio Gesù Bambino assiso su una falda di nubi da cui emergono due cherubini. Un'altra coppia di cherubini, in alto a destra, osserva inondata dall'aura luminosa emanata dal Bimbo la consegna del giglio della castità al santo patavino".E ancora Sanguineti ricorda che "l'episodio è il più comune dell'iconografia del santo di origine spagnola (1195-1231) e riprende il tema della visione che ebbe nella sua cella, particolarmente diffuso nella pittura controriformata". Un coinvolgente movimento circolare si origina dalla mano sinistra di Sant'Antonio, rivolta verso il fruitore a segnare con effetto la scansione spaziale e salendo verso il volto in forte scorcio del santo, trova il punto apicale nella testa del Bimbo per poi discendere, attraverso la graziata postura delle sue morbide membra, al punto di partenza, segnato dalla varietà di atteggiamenti delle due belle teste angeliche. I caratteri formali dell'inedito dipinto, in particolare il modo di rendere gli scorci di disporre i panneggi e di stendere la materia pittorica, rinviano direttamente a casa Piola, ossia la bottega di Domenico Piola che dagli anni sessanta del Seicento detenne il monopolio della pittura figurativa cittadina, ravvisandosi "nella tela appunto il linguaggio di Paolo Gerolamo (1666-1724)" il figlio più dotato di Domenico che nel 1703 ereditò la bottega paterna.
(1666-1724)
Visione di Sant'Antonio
olio su tela
cm. 74x62
Dipinto corredato da scheda critica di Daniele Sanguineti
Come scrive Daniele Sanguineti "Sant'Antonio da Padova, colto a mezza figura e con lo sguardo appena alzato avvolge in un tenero abbraccio Gesù Bambino assiso su una falda di nubi da cui emergono due cherubini. Un'altra coppia di cherubini, in alto a destra, osserva inondata dall'aura luminosa emanata dal Bimbo la consegna del giglio della castità al santo patavino".E ancora Sanguineti ricorda che "l'episodio è il più comune dell'iconografia del santo di origine spagnola (1195-1231) e riprende il tema della visione che ebbe nella sua cella, particolarmente diffuso nella pittura controriformata". Un coinvolgente movimento circolare si origina dalla mano sinistra di Sant'Antonio, rivolta verso il fruitore a segnare con effetto la scansione spaziale e salendo verso il volto in forte scorcio del santo, trova il punto apicale nella testa del Bimbo per poi discendere, attraverso la graziata postura delle sue morbide membra, al punto di partenza, segnato dalla varietà di atteggiamenti delle due belle teste angeliche. I caratteri formali dell'inedito dipinto, in particolare il modo di rendere gli scorci di disporre i panneggi e di stendere la materia pittorica, rinviano direttamente a casa Piola, ossia la bottega di Domenico Piola che dagli anni sessanta del Seicento detenne il monopolio della pittura figurativa cittadina, ravvisandosi "nella tela appunto il linguaggio di Paolo Gerolamo (1666-1724)" il figlio più dotato di Domenico che nel 1703 ereditò la bottega paterna.
