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Cavallo verde
Publio Morbiducci
(1889-1963)
Cavallo verde


Publio Morbiducci nel 1905 si iscrive all'Istituto di belle arti, poi conoscendo Duilio Cambellotti che lo persuase a scegliere in via definitiva il mestiere dell'arte e già da allora Morbiducci iniziò a sperimentarsi in ambiti espressivi diversi maturando da subito quella concezione del fare artistico aliena da ogni intellettualismo e fortemente incentrata su una dimensione artigianale" che sarà il suo modo di essere anche negli anni di maggiore affermazione. E si è parlato di rielaborazione di stilemi secessionisti e suggestioni diverse e quindi Medardo Rosso  e Adolfo Windt. Da allora svolgimenti di una carriera e di partecipare a diversi concorsi per monumenti pubblici. Dalla seconda metà degli anni Venti attività sempre più intensa, impegno in numerose committenze pubbliche iscrittosi nel 1933 al Partito Nazionale fascista con realizzazione di opere ma anche allestimento di mostre ed esposizioni e nel 1937 membro dell'Accademia di San Luca. Anche nel dopoguerra continuò l'attività di lavoro espositivo fino alla morte nel marzo 1963. Tra il 1930 e il 1940 Morbiducci "si afferma come uno dei maggiori artisti del Regime ed è protagonista della Mostra del Decennale della Rivoluzione fascista", risalgono a questi anni le ultime opere monumentali realizzate nel quartiere dell'Eur, e nel 1940 "uno del gruppo dei Dioscuri per il Palazzo della Civiltà romana".