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Figura di donna
Sandro Cerchi
(1911-1998)
Figura di donna
Anni Cinquanta
bronzo
cm. h. 39x20
Talvolta indicato come "uno tra i principali protagonisti della scultura italiana del Novecento", in avvio della sua formazione artistica Sandro Cherchi frequenta l'Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova. Ma nel 1935 è a Milano dove maturano i suoi contatti con Aligi Sassu, Renato Birolli, Giacomo Manzù e altri, anch'essi all'origine del movimento di Corrente dove esperienze diverse convergono in una comune modalità di contrasto al fare arte del regime fascista, essendo allora riferimento obbligato la cultura europea all'origine di "forme nuove" di libertà espressiva nella linea del post-impressionismo di Ensor e degli espressionisti tedeschi". Come scrive chi ne ha meglio studiato l'intensa attività artistica, "nel fare scultura di Sandro Cherchi" si rilevano i caratteri originali di "una tendenza alla scomposizione della figura in piani luminosi e alla collocazione dell'immagine in una dimensione spazio-temporale, alla virtualità della forma in movimento" . E si aggiunge che in questo modo di fare scultura è sempre presente "la dialettica tra la figura e ciò che gli sta intorno", da ciò derivando la "tensione emotiva" ed "esistenziale" che nel corso della intensa attività artistica di Sandro Cherchi diventa un suo personale linguaggio.
(1911-1998)
Figura di donna
Anni Cinquanta
bronzo
cm. h. 39x20
Talvolta indicato come "uno tra i principali protagonisti della scultura italiana del Novecento", in avvio della sua formazione artistica Sandro Cherchi frequenta l'Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova. Ma nel 1935 è a Milano dove maturano i suoi contatti con Aligi Sassu, Renato Birolli, Giacomo Manzù e altri, anch'essi all'origine del movimento di Corrente dove esperienze diverse convergono in una comune modalità di contrasto al fare arte del regime fascista, essendo allora riferimento obbligato la cultura europea all'origine di "forme nuove" di libertà espressiva nella linea del post-impressionismo di Ensor e degli espressionisti tedeschi". Come scrive chi ne ha meglio studiato l'intensa attività artistica, "nel fare scultura di Sandro Cherchi" si rilevano i caratteri originali di "una tendenza alla scomposizione della figura in piani luminosi e alla collocazione dell'immagine in una dimensione spazio-temporale, alla virtualità della forma in movimento" . E si aggiunge che in questo modo di fare scultura è sempre presente "la dialettica tra la figura e ciò che gli sta intorno", da ciò derivando la "tensione emotiva" ed "esistenziale" che nel corso della intensa attività artistica di Sandro Cherchi diventa un suo personale linguaggio.

