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Medaglia 1932. Opus: Thayaht AE
di Thayaht
Thayaht (Ernesto Michahelles)
(1898-1959)
Medaglia 1932. Opus: Tahayaht AE
Scrivendo di Thayaht sempre si avverte che questo era “ lo pseudonimo dell'artista e designer Ernesto Michahelles”, meritevole di attenzione per il suo dipingere ma "meglio conosciuto per il suo design rivoluzionario della tuta di lavoro e per il suo coinvolgimento con il movimento futurista italiano”. La creatività di Thayaht (pseudonimo perfettamente “bifronte”, leggibile allo specchio come dal vero) è del resto emblematica dello spirito eclettico del Secondo Futurismo: spaziando “dalla pittura alla scultura, dalla moda al teatro, dalle arti decorative alla grafica pubblicitaria, dalla fotografia alla progettazione d’interni.” Nel 1918 Thayaht a Parigi dove frequenta gli ambienti dell’avanguardia e avvia l’attività di stilista creando originali modelli ispirati allo stile “deco”. L’anno seguente, rientrato a Firenze, inventa e diffonde, con inaspettato successo la “tuta” da lavoro a forma di “T”, realizzata in un unico pezzo di stoffa, nata per le masse, ma adottata inizialmente dagli ambienti snob fiorentini”. Da allora un complesso itinerario di frequentazioni e di fare arte sempre all’avanguardia, cosa che non ha tuttavia escluso un genere esemplificato da questa fascistica medaglia.
(1898-1959)
Medaglia 1932. Opus: Tahayaht AE
Scrivendo di Thayaht sempre si avverte che questo era “ lo pseudonimo dell'artista e designer Ernesto Michahelles”, meritevole di attenzione per il suo dipingere ma "meglio conosciuto per il suo design rivoluzionario della tuta di lavoro e per il suo coinvolgimento con il movimento futurista italiano”. La creatività di Thayaht (pseudonimo perfettamente “bifronte”, leggibile allo specchio come dal vero) è del resto emblematica dello spirito eclettico del Secondo Futurismo: spaziando “dalla pittura alla scultura, dalla moda al teatro, dalle arti decorative alla grafica pubblicitaria, dalla fotografia alla progettazione d’interni.” Nel 1918 Thayaht a Parigi dove frequenta gli ambienti dell’avanguardia e avvia l’attività di stilista creando originali modelli ispirati allo stile “deco”. L’anno seguente, rientrato a Firenze, inventa e diffonde, con inaspettato successo la “tuta” da lavoro a forma di “T”, realizzata in un unico pezzo di stoffa, nata per le masse, ma adottata inizialmente dagli ambienti snob fiorentini”. Da allora un complesso itinerario di frequentazioni e di fare arte sempre all’avanguardia, cosa che non ha tuttavia escluso un genere esemplificato da questa fascistica medaglia.
